Elogio del disordine

disordine

Che cos’è il disordine? Prima di dare una definizione di disordine definiamo i vari tipi di ordine:

  1. ordine del primo tipo: gli oggetti reali sono disposti nello spazio fisico a disposizione e ogni cosa avrà uno ed un solo posto (non vi è ambiguita)
  2. ordine del secondo tipo: usiamo le informazioni per descrivere altre informazioni (metadati). Ad esempio gli schedari di una biblioteca ci aiutano a trovare in quale scaffale sta il libro che cerchiamo
  3. ordine del terzo tipo: non essendo vincolati da limiti fisici possiamo ordinare, classificare, collegare, referenziare, cross-linkare, oggetti fisici (es. libri) o informazioni a nostro piacimento (Amazon).

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@ chiocciola

Chiocciola

In Grecia la chiamano “papera”, in Norvegia “coda di maiale”. Da noi “chiocciola”.

Entrata nel MoMA di New York come pezzo d’arte contemporanea, la @ è antichissima.

La chiocciola dell’e-mail viene digitata in tutto il mondo 210 miliardi di volte al giorno.

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L’economia della conoscenza distrugge occupazione o ne crea?

Economia della conoscenza

La tradizionale economia dei mulini fu distrutta dall’arrivo delle macchine a vapore.
L’avvento dei frigoriferi eliminò migliaia di posti di lavoro prima occupati nella produzione, trasporto e vendita di ghiaccio.
I robot hanno preso il posto di molte lavorazioni che prima erano svolte da operai.
Ma si può sostenere che quelle tecnologie hanno ridotto l’occupazione?

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Browsing

Browsing = curiosare

Prima del web, la parola inglese browsing con cui indichiamo la navigazione in rete, letteralmente significava “curiosare”, ed era usata come modo educato per dire ad un commesso di togliersi dai piedi…”May I help you?” – “I’m just browsing”. “Sto solo dando un’occhiata” diciamo con un sorrisetto. Con queste parole mettiamo in chiaro che non abbiamo nessun impegno e con quel sorriso, che non abbiamo nessuna voglia che qualcuno ci tolga il sacrosanto diritto di… curiosare.

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Il marketing è mobile

Il marketing sulla realtà aumentata mobile è ancora in una fase sperimentale ma ha un grosso potenziale, soprattutto tra i negozianti, i marchi di prodotti di largo consumo, l’industria dell’auto, dell’intrattenimento e del turismo.

La tecnologia sta ottenendo il crescente supporto dei produttori di smartphone e molti marchi famosi come Coca Cola, Ikea, Chevrolet, Carlsberg ne sono attratti.

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