Il marketing è mobile

Il marketing sulla realtà aumentata mobile è ancora in una fase sperimentale ma ha un grosso potenziale, soprattutto tra i negozianti, i marchi di prodotti di largo consumo, l’industria dell’auto, dell’intrattenimento e del turismo.

La tecnologia sta ottenendo il crescente supporto dei produttori di smartphone e molti marchi famosi come Coca Cola, Ikea, Chevrolet, Carlsberg ne sono attratti.

Il mercato

“La realtà aumentata in campo pubblicitario ha un forte potenziale con previsioni di ricavi al 2015 di 1,5 miliardi” dice Windsor Holden, analista di Juniper Research e autore di un rapporto dedicato al fenomeno.

Alla base di questa tecnologia c’è sempre una commistione di reale e virtuale. Mentre la fotocamera dei nuovi cellulari (c.d. “smartphone”) riprende l’ambiente reale intorno, l’applicazione di realtà aumentata arricchisce di elementi virtuali, utili a scopi di marketing, ciò che appare sul display.
Alcuni esempi: a fine 2010, Audi e Chevrolet hanno lanciato due campagne per presentare nuove auto che utilizzavano anche applicazioni di realtà aumentata su cellulare. L’utente inquadrava l’auto sulla strada e scopriva dall’applicazione il negozio più vicino dove poteva provarle.

Ikea ha provato un’applicazione che permetteva di posizionare nella casa versioni virtuali dei suoi mobili. Alcune catene di grandi magazzini stanno studiando applicazioni mobili che permettono ai consumatori di comparare prezzi e caratteristiche dei prodotti, aggiunge Thomas Husson, analista di Forrester Research.
Altri, come Nike, Adidas, Coca Cola, Carlsberg, hanno lanciato varie campagne che invece di reclamizzare un singolo prodotto utilizzano un gioco per fidelizzare il consumatore al marchio.

Per esempio il gioco proposto da Carlsberg funziona così: l’utente punta il cellulare a un pacco di lattine di birra; da questo, sul cellulare fuoriesce un campo da basket, dove è possibile allenarsi a fare canestro. L’idea è di intrattenere i consumatori con il gioco mentre fanno la fila alla cassa del supermercato.

Le tecnologie

Le piattaforme per il marketing della realtà aumentata mobile si stanno moltiplicando.

Emergono due approcci tecnologici: campagne di marketing che usano applicazioni dedicate oppure che si appoggiano a piattaforme via browser, che cercano di imporsi come standard di mercato.
Lo scontro è tra Layar e Junaio (di Metaio), due browser-piattaforma che forniscono Api (Application Programming Interface), utilizzabili dalle aziende di terze parti per le proprie campagne. Queste risultano come programmi web all’interno dei browser. La comodità è che viene così accentrato, in una sola applicazione, l’accesso ai contenuti di realtà aumentata. I due browser mostrano i contenuti virtuali dopo aver identificato l’ambiente circostante, tramite varie tecnologie (di riconoscimento oggetti, gps, accelerometro, …). Possono mostrare così, sul display, per esempio le offerte promozionali dei negozi inquadrati con la telecamera.

Metaio ha brevettato una tecnologia che supplisce il gps negli ambienti chiusi: affigge loghi che, letti da Junaio alla stregua di codici a barre, gli comunicano le coordinate geografiche del posto.
Anche quando la realtà aumentata comunica semplice pubblicità, è comunque diversa dal marketing tradizionale, che si limita a gridare dall’alto il proprio messaggio. Richiede infatti, comunque, la partecipazione dell’utente, che accetti di vedere la realtà circostante con strumenti diversi dai semplici occhi.

Le applicazioni

 

Il divano è sul cellulare.

Ikea è stata pioniera della realtà aumentata. La sua applicazione 3D Ikea Manual permette di collocare in casa immagini tridimensionali di mobili, per provare se potrebbero stare bene. l’idea è stata imitata da altri, come MyDeco e SnapShot Showroom.

L’automobile virtuale.

L’applicazione iReveal di Chevrolet consente di posizionare sulla strada versioni digitali tridimensionali di vari modelli di auto e di sceglierne il colore. In una campagna ad Austin (Texas), quest’estate, l’app abilitava gli utenti a una caccia al tesoro, mediante il Gps. In palio, sconti sull’acquisto.

Fonte: Alessandro Longo – Sole 24 Ore Nòva