Il lavoro in Giappone: un paradosso

“Pur essendo all’avanguardia mondiale nell’automazione e nella robotica, il Giappone presenta un curioso paradosso. Chi lo ha visitato sa che in diversi servizi c’è una sovrabbondanza di manodopera. Per esempio, negli alberghi o nei grandi magazzini ci sono ancora le signorine che accolgono la clientela negli ascensori. Perfino ai controlli di sicurezza degli aeroporti (…) il numero di addetti coi guanti bianchi che vi assistono è il doppio che in un Paese occidentale. Questa manodopera impiegata in attività puramente “decorative” sembra uno spettacolo da Terzo Mondo. Ma nel Terzo Mondo il lavoro umano costa poco, in Giappone invece i salari sono alti. Gli economisti ortodossi hanno spesso criticato quest’anomalia nipponica. Hanno definito “inefficiente” l’economia del Sol Levante. Si dà il caso però che nel corso della Grande Recessione, il Giappone- pur colpito duramente dal crollo delle esportazioni- sia riuscito a contenere la disoccupazione. Il premier Hatoyama (…) ama ripetere che il suo valore fondamentale è la “fratellanza”. (…) Nella cosiddetta “inefficienza” nipponica c’è un’attenzione al benessere sociale. Del resto, questo Giappone così “arretrato” ha inventato per primo il treno superveloce”.

Slow Economy” (Federico Rampini, 2009)